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> “MosΓ¨ salΓ¬ sul monte... e la gloria del Signore (Elohim) rimase sul Sinai. E la nube lo coprΓ¬ per sei giorni.”
(Esodo 24:15-16)
> “Il monte Sinai era tutto fumante, perchΓ© l’Elohim vi era disceso nel fuoco; il fumo saliva come il fumo di una fornace.”
(Esodo 19:18)
Il Sinai vibra, fuma, tuona.
Mosè entra solo, resta lì per 40 giorni.
Quando scende… il suo volto brilla e deve coprirlo.
Un effetto di spiritualitΓ ?
O di radiazione tecnologica?
E se il monte fosse stato una base degli Elohim, dove Mosè veniva istruito?
Un modulo, una stanza di comando dove riceveva istruzioni, codici, leggi?
Persino schemi per costruire l’Arca, come si dΓ a un tecnico un progetto.
Anton Parks ipotizza che Mosè non ricevette "tavole celesti", ma dati concreti da esseri superiori.
E il volto raggiante? Forse un’esposizione a campi energetici ad alta frequenza.
ππΌπ±πΆπ°π² ππΉπΌπ΅πΆπΊ ti invita a vedere MosΓ¨ non solo come profeta,
ma come intermediario tra due civiltΓ .
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